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Soluzioni “aerospaziali” per le nuove fibre tessili

Gli ultimi cinque anni hanno visto una proliferazione di novità senza precedenti nel campo dell’industria tessile, con una velocità di cambiamento fino a ora forse inimmaginabile. Nuovi materiali, fibre,filati e tessuti, nuovi trattamenti, un interscambio d’informazioni e operazioni fra diversi settori, nuove possibilità commerciali attraverso l’E-commerce sono solo alcuni dei fattori che hanno innescato il processo di cambiamento verso l’innovazione.

Ma il fenomeno forse più vistoso è quello che definiremo dei Tecno naturali: tessuti che mantengono l’aspetto e la mano degli originari ma sono trattati e finiti in modo da conferire loro nuove caratteristiche tecniche:Sembrano già lontani i tempi dei tessuti tecnici, quando a un’invasione di mercato in nylon nero se ne alternava una di poliestere, e una di tessuti stretch. I tessuti elasticizzati sono ormai diventati una classicità e un comfort imprescindibile in molti settori della moda e dell’abbigliamento sportivo. C’è anzi un ritorno alla naturalità anche nei tessuti cosiddetti sintetici, cioè stanno diventando naturali per acquisire l’aspetto e la mano del cotone o della lana senza perdere le proprie caratteristiche di performance.

  • Trattamenti di accoppiatura e laminatura
  • Trattamenti invisibili antimicrobici
  • Per la protezione termica o dai raggi UV oppure l’applicazione di membrane per renderli impermeabili ma traspiranti.

Conosciutissimi esempi di quanto sopra sono Goretex® , Windstopper® , Sympatex®, Teflon® e trattamenti al silicone prima e dopo i procedimenti di finissaggio tessile.

Nuovi prodotti in fase di studio e sviluppo dell’abbigliamento funzionale sono Gore-Tex XCR® and Gore-Tex PacLite®.

Gli studi più avanzati vanno verso una direzione d’isolamento termico regolabile in funzione della temperatura corporea con materiali a cambiamento di fase e con una termoregolazione ottimizzata dal computer. Dalla parte opposta anche le fibre naturali stanno cercando di diventare più funzionali.

Ricerca anche  nuovi trattamenti in mischia con fibre sintetiche, come Lycra® e Tactel®. Interessante il lavoro svolto con i filati di cotone; migliorate notevolmente le caratteristiche strutturali e quindi il risultato finale: resistenza, brillantezza, definizione del colore, mano più dolce.
In questo campo si lavora per ottenere una performance maggiore dal loro utilizzo operando ancora più a monte. Ne è un chiaro esempio la coltivazione organica del cotone Epic™ in California. Anche il cotone sta diventando più tecnico.

Le strategie per finissaggi antimicrobici nei tessili per abbigliamento sono state importate dal settore medico, si stanno sviluppando sempre maggiormente e trovano enormi possibilità di sviluppo anche nel settore tessuti per la casa. Uno dei prodotti maggiormente conosciuti è Amicor®, fibra che riduce l’odore e mantiene gli abiti freschi e confortevoli per un lungo periodo di tempo.

Può contribuire alla riduzione dell’allergia nei bambini e negli adulti prevenendo così forme di asma, rinite e sinusite.

Le sostanze antibatteriche contenute all’interno della fibra prevengono la formazione di funghi e microrganismi, oltre naturalmente alla formazione di cattivi odori.

Il campo del benessere è una delle applicazioni più interessanti del tessile bioattivo.

Notevole l’esempio della giapponese Toray Textiles™: un suo tessuto è impregnato con microcapsule che rilasciano gradualmente un’essenza di aloe vera, che ha anche un’azione antibatterica, quando il tessuto viene riscaldato a contatto con il corpo. Anche l’inglese Welbeck Fabrics™ produce tessuti profumati con aloe vera, oltre quelli alla lavanda, vaniglia e limone.

Sono in fase di ottimizzazione trattamenti per funzionalizzare la superficie dei tessuti rendendoli così attivi ai polimeri e migliorandone le caratteristiche strutturali e meccaniche. 
I trattamenti al plasma sono una delle possibilità più innovative e attente alle conseguenze ambientali: non producono solventi, fumi e altri materiali di scarico.

Anche nel campo dei tessuti sintetici non mancano in ogni modo innovazioni di un certo spessore. Una delle novità più interessanti proviene dalla Miroglio™: il suo Wolkiss 2000® si può tingere a temperature inferiori ai 100 gradi.

Sembrano quindi risolte le problematiche riguardanti la tintura in capo del poliestere.

Ma la novità forse più “intrigante” proviene dagli sviluppi applicativi di un materiale creato negli studi spaziali della NASA: Aerogel®.

E ‘un leggerissimo materiale isolante, composto per oltre il 95% di aria, quindi il materiale più leggero esistente sulla terra. Inoltre possiede capacità isolanti superiori a qualsiasi altro composto conosciuto e verso tutti i tipi di trasferimento energetico: termico, elettrico o acustico. Le prime applicazioni nel campo dell’abbigliamento sono appena cominciate. Pioniere nel campo gli inglesi della Mulberry™ con la loro “Magic Aerogel Jacket”.

Molto dipenderà dai costi di processo e dall’attenzione di un’efficiente politica di marketing.

I tessuti di abbigliamento hi-tech e l’ingegnerizzazione della moda sono la strada per dare una grande forza propulsiva all’industria tessile.

Esistono prospettive senza precedenti nell’uso della tecnologia e nelle possibilità di conferire funzionalità ai capi di abbigliamento. L’interesse crescente in questo campo dimostra che esistono opportunità di aumentare il valore aggiunto e quindi i profitti dell’intera catena tessile. Una via alternativa al costante abbassamento dei prezzi risiede quindi nell’aumento dei prodotti intelligenti.

L’implementazione delle nuove tecnologie richiede una stretta cooperazione fra i diversi soggetti coinvolti: industrie chimiche, produttori di fibre, tessitori, designer e case di moda, produttori di abbigliamento activewear, ecc.

Per ottenere risultati di un certo spessore, dal miglioramento delle caratteristiche di performance tecnica al recepimento delle innovazioni sul mercato del consumatore finale è quindi necessario il pieno coinvolgimento di tutta la filiera tessile.