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Siamo sempre noi

Il tessile abbigliamento italiano regge la crisi meglio del settore manifatturiero nel suo complesso.

È questa la fotografia che emerge dall’analisi statistica delle aziende attivate/chiuse del 2012.

Il nostro comparto, nell’anno passato, è arrivato a rappresentare un’impresa su 8 sul totale del manifatturiero nazionale, con una quota superiore al 12 percento.

A fine 2011, le aziende del tessile abbigliamento, costituivano meno di un decimo dell’industria italiana.

Tutto bene ! “qualcuno potrebbe dire

L’aumento del peso del nostro comparto  ha comunque accompagnato un saldo negativo, in termini assoluti, con la chiusura di quasi 2.000 aziende operanti nel tessile/abbigliamento.

Un trend negativo iniziato nel 2010, aggravatosi nel corso del biennio successivo.

L’anno 2013 si presenta ora purtroppo come il peggiore, in uno scenario dove “il peggio” pareva essere già arrivato.

Segnali incoraggianti arrivano dall’export.

Oggi quasi 70.000 aziende tessili/abbigliamento combattono, in solitudine, la lotta contro una crisi strutturale, grazie a quelle capacità imprenditoriali che il mondo ci invidia ancora, producendo eccellenze irraggiungibili ai più.

Andiamo avanti, NONOSTANTE la cecità di chi ci governa e un certo sindacato, l’inconsistenza del nostro sistema di rappresentanza, i costi e le rigidità imposte nella gestione delle risorse umane, la poca lungimiranza di alcune imprese, poche in verità, nessuna iniziativa per favorire i consumi, per capirci quelle concesse a chi ora produce auto all’estero.

Paolo