Back

Made in Italy

ci siamo venduti (svenduti ?), ci stiamo vendendo tutto.

una famiglia decaduta che vende la mobilia, i ricordi, i gioielli. è inutile citare esempi, il mercato è pieno di ‘native italian brands’ che italiane non sono più.

poi però, lavorando spesso sulle tematiche inerenti la marca, capita di comprendere che emerge sempre un valore simbolico importante: il Made in Italy.

un valore che forse qualche volta tendiamo (…) a sottovalutare, ma che in molte altre culture risulta invece sempre vincente, valorizzante, fortemente contributivo. e frutto d’invidia.

ahhh, l’erba del vicino !

ecco, come professionista e anche come italiano vorrei sempre più spesso potermi mettere al servizio di chi al Made in Italy ci crede davvero, che insiste a sostenerlo e a promuoverlo.

chè poi, diciamolo, come sono capaci di concettualizzare, creare e progettare gli italiani non è che siano in tanti sul pianeta.

poi magari qualche volta ci manca il ‘metodo’ che servirebbe a sostenere il tutto dopo, ma questo è un altro discorso. il metodo s’impara, ad averne voglia, tutto sommato è routine.

e, almeno per me, l’immagine di una villa un pò decadente può non esser bella, ma piuttosto che venderla (o svenderla) al tipico magnate del paese emergente vale la pena di ripensarla, reinterpretarla in chiave locale. magari riconvertita, mutata a livello concettuale ma sempre un bene ‘di famiglia’.

meglio un bed&breakfast posseduto e gestito da noi, con quello ‘zic’ che sa di unico e irripetibile piuttosto che una proprietà chiusa, perduta …

-Giorgio (Interceptor) Rambaldi-

Beh..

qui sono solo parzialmente d’accordo con il mio amico Giorgio.

Proprio per tutelare  e assicurare un futuro al “Made in Italy”,  che ancora oggi tutti vogliono,  può essere necessario vendere o svendere ( quasi mai…) i nostri gioielli italiani.

Tristemente si deve riconoscere che oggi “Owned in Italy” non aiuta il “Made in Italy”

Poi in giro per il mondo ci sono anche gli incapaci i pigri o quelli che si sono rotti le balle….. ma questa è un’altra storia

-Paolo-